Anche in piena estate il team del progetto LIFE CLIMAX PO non si ferma. Tecnologie e buone pratiche per l’adattamento climatico arrivano direttamente in campo

Mentre il clima cambia, l’agricoltura non può restare ferma. È proprio in quest’ottica che, anche in piena estate, continua il lavoro del progetto LIFE CLIMAX PO, impegnato a promuovere soluzioni concrete e applicabili per aiutare – tra gli altri – anche il settore primario ad adattarsi agli effetti sempre più evidenti della crisi climatica.

Il 22 luglio, nella cornice rurale della Cascina Bosco Fornasara a Nicorvo (PV), azienda agricola condotta da Roberto Marinone, ERSAF – partner di progetto – in collaborazione con la società Timesis srl ha organizzato una giornata dimostrativa rivolta a tecnici, agronomi, consulenti e professionisti dell’agroindustria.

L’iniziativa si è inserita all’interno di un quadro strategico più ampio e articolato. È parte delle attività previste dal Piano Strategico PAC 2023-2027 nell’ambito dell’intervento SRH02 (AKIS02), che punta a rafforzare la rete di consulenti agricoli per sostenere la diffusione della conoscenza e dell’innovazione nel settore. È inoltre uno dei tasselli operativi del progetto LIFE CLIMAX PO, che lavora per rendere sempre più accessibili agli agricoltori pratiche adattive e soluzioni resilienti ai cambiamenti climatici. Infine, l’evento si allinea agli obiettivi del Living Lab Suolo, laboratorio di co-creazione gestito da ERSAF insieme all’Università Statale di Milano e all’Università Cattolica di Piacenza, nell’ambito della missione UE “A Soil Deal for Europe”.

Biostimolanti, droni e agricoltura di precisione

Al centro della giornata, una dimostrazione sul campo dell’impiego di biostimolanti distribuiti tramite drone, una delle tecnologie più promettenti in chiave di agricoltura di precisione e sostenibilità. I biostimolanti sono sostanze o microrganismi che aiutano le piante a migliorare i propri processi fisiologici, non per via del valore nutritivo, ma per effetto diretto su resilienza, crescita e adattabilità. Tra questi, sostanze umiche, idrolizzati proteici, estratti di alghe, silicio, microrganismi benefici come micorrize, Trichoderma o batteri PGPR (come azotofissatori e solubilizzatori di fosfato).

Grazie all’uso del drone, il trattamento risulta più rapido, preciso e sicuro per gli operatori. Il sistema di micro-nebulizzazione consente di ridurre drasticamente la quantità d’acqua impiegata – anche meno di 10-20 litri per ettaro, contro i 200-400 litri richiesti dalle tecniche tradizionali – rendendo possibile l’intervento anche su terreni difficili o non accessibili ai mezzi convenzionali.

Bosco Fornasara: un laboratorio vivente per pratiche agricole rigenerative

La cascina che ha ospitato l’incontro è un esempio concreto di transizione ecologica in agricoltura. Qui si sperimentano approcci rigenerativi integrati: dalle cover crops per proteggere il suolo tra una coltura e l’altra, alla semina su sodo per ridurre il disturbo del terreno, dal sovescio per aumentare la sostanza organica, fino alla pratica originale della pacciamatura verde del riso, che usa la biomassa del sovescio come nutrimento e allo stesso tempo come controllo naturale delle infestanti.

Durante la sessione teorica ospitata dal Comune di Nicorvo, i tecnici di ERSAF e Timesis hanno illustrato i risultati delle analisi sui suoli, mettendo in evidenza il valore ecologico e produttivo delle pratiche illustrate: aumento del carbonio organico nel suolo, miglioramento della biodiversità funzionale (misurata tramite l’indice QBS-ar), maggiore efficienza nella gestione idrica. Indicatori che dimostrano come le pratiche biologiche, integrate, conservativa e rigenerative non siano solo più sostenibili, ma anche più efficaci per il futuro della produzione agricola.

La giornata si è chiusa con uno spazio dedicato al confronto tra i partecipanti – soprattutto consulenti, tecnici e rappresentanti di società dell’agroindustria – che hanno potuto discutere direttamente con gli organizzatori sull’efficacia e replicabilità di queste soluzioni. Un’occasione concreta per mettere in circolo saperi, dubbi e proposte, con l’obiettivo comune di accompagnare la transizione del comparto agricolo verso modelli più resilienti, sostenibili e pronti a rispondere – oggi, non domani – alla sfida climatica.

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