Misure di prevenzione e protezione a presidio degli ambiti urbanizzati
Piogge sempre più intense, temperature in aumento, periodi siccitosi più lunghi e territori urbani sempre più esposti agli eventi estremi. Sono alcune delle trasformazioni che stanno interessando il distretto del fiume Po e che rendono sempre più urgente rafforzare le politiche di adattamento climatico e prevenzione del rischio idrogeologico. Di questi temi si è discusso il 28 maggio a Como nel seminario LIFE CLIMAX PO Misure di prevenzione e protezione a presidio degli ambiti urbanizzati — I territori alla prova del rischio idrogeologico e dei cambiamenti climatici, ospitato presso la Sala Convegni dell’Ufficio Territoriale Regionale Insubria.
L’iniziativa, terzo appuntamento del ciclo formativo 2026 Adattarsi al clima che cambia: un percorso di conoscenza e azione, ha riunito amministratori, tecnici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni per approfondire il rapporto tra cambiamenti climatici, gestione del territorio e sicurezza delle comunità locali, con un focus sulle aree urbanizzate e sui territori più esposti agli effetti degli eventi meteorologici estremi.
Il quadro climatico
Ad aprire i lavori Lorenzo Baio di Legambiente Lombardia, che ha inquadrato la portata del problema: secondo l’Osservatorio Città Clima, tra il 2015 e il 2025 sono stati registrati 811 eventi meteorologici estremi con danni in 136 comuni italiani con oltre 50.000 abitanti. Di questi, al 2025 soltanto 54 disponevano di un Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici.
Francesco Tornatore dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha presentato il progetto LIFE CLIMAX PO e il suo ruolo nel supportare le amministrazioni locali di Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto nello sviluppo di piani di adattamento concreti e replicabili. Il distretto del Po si trova in una posizione geograficamente peculiare — fascia di transizione tra il Mediterraneo e il Nord Europa — che rende particolarmente elevata l’incertezza degli scenari climatici futuri.
I dati portati da ARPA Lombardia fotografano una situazione in rapido cambiamento: la temperatura media annua a Como è aumentata di circa 1,5 °C negli ultimi decenni, gli episodi di precipitazione intensa sono in aumento e dal 2000 si alternano anni con bilancio idro-climatico fortemente negativo ad anni con abbondante disponibilità idrica. A spiegare queste dinamiche sono intervenuti Matteo Zanetti (meteorologo) e Matteo Cislaghi (idrologo) di ARPA Lombardia, che hanno illustrato gli strumenti regionali di monitoraggio disponibili: il portale LIRIS per il monitoraggio in tempo reale di precipitazioni e livelli idrometrici, l’app RadarLOM per le allerte meteo e la probabilità di grandine, e il portale SIDRO per la consultazione di dati e statistiche idrologiche.
Pianificazione e prevenzione
Andrea Piccin della DG Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia ha illustrato gli studi di riferimento per la pianificazione di bacino e locale — tra cui il Geoportale della Lombardia e il Progetto CARG — e le principali misure di prevenzione del rischio idraulico e idrogeologico adottate dalla Regione, con particolare attenzione ai territori più esposti, tra cui il comune di Blevio.
Alessandro Marieni di ERSAF ha approfondito il ruolo dei Contratti di Fiume come strumenti di governance territoriale: percorsi volontari che favoriscono il dialogo tra soggetti pubblici, privati e comunità locali per affrontare in modo condiviso la gestione dei corsi d’acqua e costruire strategie integrate di adattamento climatico.
La tavola rotonda
A chiudere la mattinata la tavola rotonda Le risposte necessarie dei territori al clima che cambia, moderata da Alessandro Marieni, con la partecipazione di Damiano Di Simine (Legambiente Lombardia), Marco La Veglia (Dirigente AIPo area idrografica Lombardia occidentale) e Alessandro de Carli (Ambiente Italia srl, PM del progetto Horizon Europe RISE-IN). Il confronto ha messo in luce la necessità di rafforzare il coordinamento tra livelli istituzionali, accelerare l’attuazione delle misure di adattamento e investire nella prevenzione per ridurre gli impatti economici, ambientali e sociali della crisi climatica.
Gli approfondimenti
- Scarica le slide — Lorenzo Baio, Legambiente Lombardia
- Scarica le slide — Francesco Tornatore, AdbPo
- Scarica le slide — Matteo Zanetti e Matteo Cislaghi, ARPA Lombardia
- Scarica le slide — Andrea Piccin, Regione Lombardia
- Scarica le slide — Alessandro Marieni, ERSAF
La registrazione integrale del seminario è disponibile su YouTube, con i principali estratti tematici:
0:00:50 – 0:04:30— Introduzione: gli eventi estremi nei comuni italiani Lorenzo Baio, Legambiente Lombardia0:06:00 – 0:34:15— Presentazione del progetto LIFE CLIMAX PO e il coinvolgimento dei Comuni Francesco Tornatore, AdbPo0:35:32 – 1:06:21— Cambiamento climatico e monitoraggio idro-nivo-meteorologico in Lombardia Matteo Zanetti (meteorologo) e Matteo Cislaghi (idrologo), ARPA Lombardia1:07:16 – 1:36:00— Studi di riferimento per la pianificazione di bacino e locale Andrea Piccin, DG Territorio e Sistemi Verdi, Regione Lombardia1:36:41 – 1:52:20— Misure di prevenzione del rischio e gestione del territorio Andrea Piccin, DG Territorio e Sistemi Verdi, Regione Lombardia1:52:50 – 2:16:13— I piani strategici di sottobacino dei Contratti di Fiume Alessandro Marieni, ERSAF2:16:38 – 3:05:15— Tavola rotonda: Le risposte necessarie dei territori al clima che cambia Damiano Di Simine (Legambiente Lombardia), Marco La Veglia (AIPo), Alessandro de Carli (Ambiente Italia srl). Modera Alessandro Marieni, ERSAF
