Il 14 maggio 2026 si è svolto tra Torino e Sangano (TO) un nuovo appuntamento del ciclo di seminari formativi Life Climax Po dedicato alle pubbliche amministrazioni. Al centro della giornata il tema dell’adattamento climatico e della pianificazione territoriale, con un confronto su come dati climatici, scenari previsionali e strumenti tecnici possano diventare supporto concreto alle decisioni locali.

Il seminario, dal titolo “Dai dati climatici alla pianificazione locale – Competenze tecniche e processi partecipativi per le autorità pubbliche”, ha riunito amministratori, tecnici, ricercatori ed enti gestori per approfondire gli effetti già evidenti della crisi climatica nei territori del Distretto del Po: siccità prolungate, eventi meteorologici estremi, pressione crescente sulle risorse idriche e vulnerabilità di aree urbane e rurali.

La sessione del mattino, ospitata al Centro Congressi della Regione Piemonte di Torino, ha affrontato temi legati alla raccolta e all’interpretazione dei dati meteo-climatici, alla strategia regionale di adattamento, alla valutazione dei rischi climatici e agli strumenti per la gestione sostenibile della risorsa idrica, con un’attenzione particolare anche ai processi di governance e partecipazione territoriale.

Sono intervenuti Alice De Marco (Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta), Matteo Marnati, assessore all’Ambiente della Regione Piemonte, Angelo Robotto e Paolo Mancin (Regione Piemonte), Federica Bonaiuti (Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po), Roberto Cremonini e Christian Ronchi (ARPA Piemonte), Elisa Brussolo (SMAT Torino), Stefania Tamea (Politecnico di Torino), insieme ai contributi del Comune di Volvera e della Provincia di Vercelli sui percorsi locali di governance e pianificazione partecipata.

La visita alla Cattedrale dell’Acqua

Nel pomeriggio i partecipanti hanno preso parte a una visita guidata presso la “Cattedrale dell’Acqua” di Sangano, storica infrastruttura ottocentesca gestita da SMAT che rappresenta ancora oggi un esempio virtuoso di gestione della risorsa idrica.

I tecnici SMAT hanno accompagnato il pubblico alla scoperta della storia del sito, del suo funzionamento e del ruolo che l’impianto ha avuto nello sviluppo dell’approvvigionamento idrico del territorio. Risalente al 1860 e situato sulla sponda sinistra del Sangone, il complesso non attinge acqua dal torrente ma direttamente dalla falda acquifera, attraverso gallerie filtranti collocate tra i 10 e i 15 metri di profondità. Conosciuta come “La Cattedrale dell’Acqua” per il grande serbatoio sotterraneo con volte in muratura che custodisce circa 2.000 metri cubi d’acqua, la struttura rappresenta oggi anche un luogo simbolico per riflettere sul valore strategico della risorsa idrica in un contesto climatico sempre più instabile.

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